Trasmissione radio: come si viveva in una domus romana
Apertura
Valeria
«Benvenuti su Radio Aut CB, la radio della Scuola secondaria di Chiuduno e Bolgare. Siete qui con noi per la trasmissione: ”Momenti di latino”.Oggi vi accompagneremo dentro una casa romana di duemila anni fa, una domus del 100 d.C. nella città di Augusta Raurica, vicino all’odierna Basilea.»
Martina B
«Siamo i ragazzi e le ragazze delle classi terze, impegnati nel laboratorio di potenziamento di latino. Abbiamo studiato la vita quotidiana dei Romani e adesso proviamo a raccontarvela, come se foste lì con noi, a camminare tra le stanze di una domus.»
1. La città e la casa
Giovanni
«Augusta Raurica è una città importante dell’Impero romano: conta circa ventimila abitanti, è un grande centro commerciale e un punto di collegamento tra il sud dell’impero e le zone di confine. Le strade sono affollate, piene di botteghe, mercanti, artigiani e viaggiatori.»
Davide
«In mezzo a questo mondo rumoroso e vivace, la domus rappresenta il cuore della vita familiare per i più ricchi. Appena entriamo, lasciando alle spalle il caos della città, ci troviamo in uno spazio più raccolto, organizzato e decorato con cura, che deve mostrare anche lo status sociale dei proprietari.»
2. Il peristilio e le stanze
Elia
«Il centro della domus è il peristilio: un cortile interno circondato da un portico con colonne. Qui troviamo un giardino con piante aromatiche, fiori e piccoli alberi, e spesso una statua di una divinità, come il dio Bacco. È uno spazio di luce, di aria e di bellezza, che collega tra loro le varie stanze della casa.»
Michele
«Attorno al peristilio si aprono le camere da letto e gli altri ambienti. Le stanze sono spesso poco illuminate, con piccole aperture e lucernari, ma le pareti sono vivaci, dipinte con colori forti e decorazioni. I letti del marito e della moglie sono separati e non esistono armadi come i nostri: i vestiti e gli oggetti preziosi vengono conservati in cassapanche, che funzionano anche come piccole casseforti domestiche.»
3. La famiglia e i riti domestici
Giulia L.
«In questa domus vive una famiglia benestante: un padre, una madre, tre figli e numerosi servi. Il padre, il dominus, ha molta autorità sulla casa e sulla famiglia; la madre gestisce l’organizzazione interna della domus. Il latino che si parla ha un accento particolare, perché siamo in una zona di contatto tra cultura romana e popolazioni germaniche.»
Matilde
«La giornata comincia con un momento religioso molto importante: il rito al larario, il piccolo altare domestico dedicato ai Lari, gli dei protettori della famiglia. Il padrone brucia incenso, offre preghiere e piccoli doni alle divinità, chiedendo protezione contro incendi, furti, malattie e sfortuna. È un gesto quotidiano, quasi una “assicurazione spirituale” che dà sicurezza alla famiglia.»
4. La cura del corpo e il ruolo dell’immagine
Demis
«La madre di famiglia, la domina, dedica parte della mattina alla cura del corpo e all’acconciatura. Ad aiutarla ci sono le schiave, che usano pettini, spilloni e ferri caldi, chiamati calamistri, per creare ricci complessi e alla moda. Il trucco è intenso: per occhi e sopracciglia si usano paste scure a base di semi di dattero e altre sostanze.»
Giulia M.
«La pelle può essere resa più chiara o più luminosa con unguenti e polveri, talvolta persino con un tocco di polvere d’oro. Anche le unghie e alcune parti del corpo vengono colorate con impasti specifici. Tutto questo non è solo estetica: è un linguaggio sociale, un modo per comunicare ricchezza, eleganza, appartenenza alla cultura romana.»
5. Il mercato e gli schiavi
Sergio
«Mentre la domina si prepara, gli schiavi incaricati della spesa attraversano il mercato cittadino. Sotto i portici si susseguono botteghe di fabbri, macellai, venditori di frutta e verdura, banchi di pesce, di spezie, di olio. I prodotti arrivano anche da regioni lontane dell’impero e si riconosce il carattere internazionale del commercio romano.»
Liam
«Gli schiavi comprano formaggi come il pecorino, verdure di stagione, frutta fresca e secca, datteri provenienti dal Nordafrica, olio trasportato in grandi anfore, carne e ingredienti particolari per i piatti più ricercati. Il mercato è anche un luogo di incontri, di notizie, di scambi: mentre si contratta, si condividono informazioni e pettegolezzi sulla città.»
6. Le terme: igiene, benessere e relazioni
Mohamed
«Il padrone di casa passa spesso parte della giornata alle terme pubbliche. Per i Romani le terme non sono solo un luogo per lavarsi: sono uno spazio sociale, dove si fanno affari, si incontrano amici, si discute di politica e di vita cittadina. Il percorso prevede sale con temperature diverse, dalla più fredda alla più calda.»
Harleen
«La famiglia della nostra domus è particolarmente privilegiata, perché dispone anche di piccoli ambienti termali privati in casa: un apodyterium per spogliarsi, un frigidarium con acqua fredda, un tepidarium tiepido e un calidarium molto caldo. Nel calidarium il pavimento può raggiungere temperature elevate, tanto che bisogna usare speciali zoccoli per non scottarsi: è un segno evidente di lusso e di attenzione al benessere.»
7. La cucina e i cibi romani
Giulia B.
«In cucina il lavoro è continuo. Il piano di cottura è alimentato a brace, sopra cui si pongono grate e pentole in terracotta. Il tavolo è pieno di alimenti da trasformare in piatti elaborati: formaggi pestati con erbe e aglio, verdure come carciofi e cipolle, frutta, datteri dolci, spezie e salse.»
Martina L.
«Uno degli elementi più caratteristici della cucina romana è il garum, una salsa ottenuta dalla fermentazione delle interiora di pesce, usata per condire moltissimi piatti. Alcune preparazioni sono pensate per stupire e mostrare ricchezza, come il fegato d’oca ingrassata con fichi o le mammelle di scrofa farcite. Accanto al focolare si trovano anche le latrine della servitù, che sfruttano gli stessi scarichi della cucina, mentre i padroni hanno servizi diversi, più appartati.»
8. I bambini e il tempo libero
Nicola
«Anche i bambini hanno un loro spazio nella domus. Tra un impegno e l’altro, trovano il tempo per giocare. Uno dei giochi consiste nell’allineare delle pedine su una tavoletta, un po’ come il nostro tris. Si gioca spesso proprio nelle stanze più belle, finché non arriva il momento di prepararle per gli ospiti.»
Giacomo
«Nel triclinio, la sala destinata ai banchetti, i ragazzi vengono allontanati quando è ora di sistemare i letti, le sedute e la tavola. Anche questo ci ricorda che la casa romana è un luogo gerarchico, dove ogni spazio ha una funzione precisa e non tutti possono usarlo nello stesso modo.»
9. L’arrivo degli ospiti e il banchetto
Gabriel
«Nel tardo pomeriggio arrivano gli ospiti per la cena. È importante che non faccia troppo buio quando tornano a casa, perché le strade di notte possono essere pericolose. All’ingresso della domus può esserci un piccolo oggetto metallico, il tintinnabulum, che suona al passaggio e funziona anche come augurio e protezione.»
Demis
«Il triclinio è pronto: al centro, un mosaico decorativo; ai lati, tre letti su cui si sdraiano gli uomini secondo precise regole di precedenza e di importanza. Le donne, invece, siedono su sedie o poltroncine, sfoggiando abiti eleganti, stoffe pregiate, gioielli e acconciature alla moda. Si mangia soprattutto con le mani, mentre schiavi e serve passano tra gli invitati con piatti e vassoi.»
Lorenzo S.
«Durante il banchetto il vino viene servito con moderazione, perché è molto alcolico. Si cerca di non esagerare, limitandosi a poche coppe. La cena procede in più portate, con piatti salati, salse intense, ricette ricercate e, alla fine, dolci elaborati, talvolta a base di ricotta, che possono ricordare alcune nostre torte di oggi.»
10. La notte e il finale
Andrea
«Quando il banchetto finisce, gli ospiti salutano e tornano alle loro case, accompagnati dalla luce delle lampade. Nella domus si abbassano le luci, la famiglia si ritira nelle stanze da letto, i servi sparecchiano, puliscono, riordinano ogni cosa. Qualcuno cade addormentato stanco dopo una giornata intensa.»
Nicola
«Questa è solo una delle tante giornate possibili in una domus del 100 d.C., ma ci aiuta a capire che dietro le rovine delle città romane c’erano vite piene di gesti, abitudini, odori, sapori, relazioni. Non solo imperatori e battaglie, ma persone comuni, con problemi quotidiani e piccoli momenti di felicità.»
Valeria
«Ogni volta che studiamo latino o storia romana, possiamo immaginare una porta che si apre su queste case. Una parola, un mosaico, una statua possono diventare il punto di partenza per ricostruire una storia, per ridare voce a chi non l’ha avuta nei grandi libri, ma ha costruito la civiltà romana giorno dopo giorno.»
Profe
«Vi abbiamo accompagnato in questo viaggio nel tempo noi ragazzi e ragazze del gruppo di potenziamento della terza media. Vi invitiamo a continuare a farvi domande e a guardare con occhi diversi le tracce del passato.»
TUTTI INSIEME
«Grazie per l’ascolto, non smettete mai di essere curiosi… alla prossima trasmissione di Radio Aut CB!»

